Sempre più lento…

federico ranghino e il canale cavour

ranghino federicoOppure “sempre lento” e basta.

Perché la lentezza non è un difetto, è un modo di cambiare punti di vista, di trovarne nuovi. Per provare a gustare di più e meglio ciò che quotidianamente incontriamo, non è nemmeno così difficile cominciare a sviluppare questa pratica, prima di tutto provate a salire in sella ad una bicicletta oppure ad andare a piedi. Il secondo consiglio potrebbe essere quello di utilizzare il vostro smartphone per portarvi a casa qualche immagine insolita, curiosa, insomma ciò che ci colpisce osservando un paesaggio con calma.

Questa idea l’ha capita bene e messa in pratica Federico Ranghino che si è mosso a piedi lungo il Canale Cavour con la sua macchina fotografica (forse lo smartphone dava ancora troppo il senso di ‘velocità’ 😉 ). Ecco il suo punto di vista…

Camminare o andare in bici, l’importante è vivere lentamente il percorso, perché? Ci dai qualche motivo?

Il nostro territorio ad una prima occhiata può sembrare chiuso, magari sempre uguale a se stesso, spesso noioso. Ma è così solo se lo si attraversa velocemente, senza osservare. Il “viaggio lento”, unito a tanta curiosità nel percorrere sentieri poco battuti, ti permette invece di scoprire angoli di paesaggio, scorci, architetture assolutamente stupefacenti.
Il mio progetto di documentare fotograficamente il Canale Cavour nasce proprio dalla curiosità di capire e scoprire cosa ci fosse oltre e intorno a quel lunghissimo percorso d’acqua che incroci solo attraversandolo in automobile e percepisci quasi con la coda dell’occhio: dai ponti stradali il Cavour è sempre uguale a se stesso, ma intuivo non fosse così. Ho pensato a lungo quale fosse il modo migliore per conoscerlo, entrare in confidenza con il mio soggetto. Alla fine ho capito che l’unico modo era percorrerlo a piedi. Lentamente.

Canale Cavour

Cosa ti ha colpito di più del percorso che hai fatto e perché?

Man mano che lo si percorre si inizia a comprendere l’incredibile razionalità ed eleganza del progetto: nulla è lasciato al caso. Ponti, chiuse, scaricatori, ponti-canale e le tombe-sifone, tutti svolgono alla perfezione e con intelligenza il compito che è stato affidato loro: guidare, gestire e portare l’acqua.
Emotivamente però ci sono tre luoghi assolutamente straordinari che mi sono entrati nel cuore.

Il ponte-canale grazie al quale il Canale Cavour scavalca la Dora Baltea è impressionante. Provate ad immaginare un ponte in cui scorrono oltre centomila litri d’acqua al secondo, la forza che c’è in una tal massa d’acqua, scavalcare un fiume altrettanto potente. E’ quasi un rincorrersi tra la forza della natura del fiume e l’ingegno dell’uomo espresso nella realizzazione del canale.

ponte canale

Lo scaricatore di Formigliana è un angolo quasi bucolico. Gli scaricatori sono grosse chiuse, di solito posizionati prima di altri corsi d’acqua, che hanno la funzione di “scaricare” l’acqua in eccesso del canale in fiumi e torrenti. A Formigliana lo scaricatore è immerso nel verde di un boschetto, i due salti creano piccole ma impetuose cascate che saturano l’aria d’acqua. All’alba la luce radente del sole si fa strada tra gli alberi e attraverso la nebbia creando un’atmosfera mozzafiato.scaricatore canale cavour

02_Scaricatore-1
Il primo percorso a piedi si concluse alle tombe-sifone della Sesia, poco oltre Greggio. Le tombe-sifone è un tunnel grazie al quale il canale passa sotto altri corsi d’acqua, quelle della Sesia sono lunghe oltre 250 metri. Mia moglie ed io vi arrivammo dopo sedici chilometri, esausti a causa della giornata torrida. Ci sedemmo sulle sponde del canale e poco dopo iniziammo a percepire un rombo sommesso, una vibrazione nel terreno costante. Subito pensammo fosse l’autostrada o l’altra velocità che corrono poco distanti. Ma non c’era traffico. A quel punto, stupiti, ci rendemmo conto che era la forza immensa dell’acqua del Canale Cavour costretta nelle tombe sifone.

02_Tombe-sifone-Sesia

tomba sifone torrente elvo

Sappiamo che tutte le esperienze, anche quelle più belle e complete, possono essere mancanti di qualcosa…hai qualche rimpianto? Qualcosa che migliorerai o vuoi vedere migliorato, magari nel prossimo cammino sul Canale…

Si, ci sono scatti che mancano e che spero presto di poter portare a casa.
Il primo riguarda la chiusa di presa del Canale Cavour a Chivasso, quella bellissima architettura liberty che prende l’acqua del Po’ e l’accompagna nel canale. Dalle colline subito a sud della città si ha una bellissima vista dall’alto della chiusa ma non sono ancora trovato un punto sufficientemente libero dalla vegetazione per avere una foto “pulita”.
E poi c’è il piccolo sogno di poter fotografare il Canale Cavour dall’aereo, possibilmente nelle prossime settimane quando le risaie saranno allagate. Molte opere del canale sono talmente imponenti da essere impossibili da rendere nella loro completezza fotografandole da terra.

chiusa saluggia Dora

Hai scattato parecchie immagini, erano proprio tutte, o hai ‘lasciato’ al territorio qualcosa che ci vuoi raccontare?

Certo. Questa in questa parte del progetto mi sono concentrato a raccontare una sola storia, la storia del Canale Cavour, del “manufatto” e della sua incredibile capacità di lottare contro un dislivello minimo e portare l’acqua ovunque sia necessario. E fissare un’opera che dopo 150 anni è ancora sufficientemente intatta e originale, ma in futuro lo sarà sempre di meno: gli interventi di manutenzione si fanno chiaramente impiegando metodi e materiali moderni.

chiusa chivasso po
Ma c’è un’altra storia incredibile legata al Canale Cavour che deve essere raccontata, la storia degli acquaioli. Sono persone incredibili, che ogni giorno percorrono decine, centinaia di chilomentri sulle alazaie dei canali misuarndo, regolando e distribuendo l’acqua. E’ un mestiere duro, ci sono periodi in cui si deve essere in servizio quasi H24 perché temporali o piene posso letteralmente creare danni incommensurabili al territorio e ai suoi abitanti. Sono persone che hanno un ruolo chiave nella conservazione non solo delle opere irrigue, ma anche della natura che le circonda. Ed è un mestiere che sta andando a scomparire: gli acquaioli sono sempre di meno.

canale cavour in secca

“Tre consigli tre” per vivere al meglio l’esperienza del Canale Cavour…

Innanzi tutto è bene ricordare che non è possibile percorrere liberamente le alzaie del Canale Cavour: alcuni tratti sono difficili o addirittura pericolosi. Il primo passo è chiedere prima l’autorizzazione ai consorzi dell’Est e Ovest Sesia. Una volta che si inizia ad andare sul Canale è bene non andare mai da soli e sempre essere molto prudenti e non esporsi a rischi inutili.
E’ necessario avere rispetto, si è nella natura.

attenzione sul canale
Ed infine è importante essere orgogliosi per l’immenso lavoro svolto in poco meno di tre anni da oltre 14.000 persone: solo questo fatto rende il Canale Cavour un’eredità che appartiene a tutti noi, alla nostra terra che va assolutamente tutelato.


le meraviglie ritratte da Federico ti aspettano, dal vivo, durante il tragitto di Explorando…

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